Per “comunicazione” si intende il passaggio di un messaggio da un emittente a un ricevente. In filosofia esistono vari tipi di comunicazione, non solo verbale attraverso il linguaggio che tradizionalmente contraddistingue l’essere umano, ma anche tramite gesti e comportamenti, come ad esempio il modo di vestirsi o di arredare una casa.
Mentre nel campo del linguaggio verbale esiste un codice convenzionale condiviso tra gli interlocutori, in quello dell’arte l’informazione trasmessa è soggetta spesso a interpretazioni diverse e offre una lettura della realtà policentrica che ci spinge a guardare da diversi punti di vista.
Secondo Susanne Katherina Langer al discorso spesso sfugge l’aspetto soggettivo dell’esperienza; tutto il campo dell’emozione (rabbia, paura, ecc.) rimane esterno all’espressione verbale, tanto che frequentemente per comunicare la vita interna degli uomini si usano metafore. Il linguaggio, che è il mezzo più affidabile per comunicare, è quasi inutile per veicolare la conoscenza della vita affettiva:
l’effettivo processo sentito della vita, le tensioni intrecciate e variabili di momento in momento, il fluire e rallentare, la spinta e la direzione impressa dai desideri, e soprattutto la continuità ritmica complessiva del nostro sé, si sottrae al potere espressivo del simbolismo discorsivo (Langer, 2013, p. 118)1 .
In una società in cui la comunicazione e i mass media sono strettamente collegati, come mezzi di informazione2 , l’arte gioca un duplice ruolo:
di resistenza e di innovazione al tempo stesso. Le forme con cui gli artisti si esprimono e rappresentano le sollecitazioni contradditorie presenti nella società, spesso riescono a funzionare da antidoto per curare stimoli potenzialmente distruttivi […]. Spesso gli artisti offrono la chiave per comprendere produttivamente come gestire il portato emozionale dei contenuti mediali, sia quelli tradizionali a base organica, sia quelli industriali a base chimica, meccanica, elettromagnetica, elettronica e digitale che attraversano scenari contemporanei. Seguire la lezione dell’arte permette di affrontare le emozioni legate alla fruizione dei media in modo critico, per gestirle positivamente senza esserne schiacciati. Le pratiche artistiche aprono a mondi nuovi (Fadda, 2020, pp. 19-20).
L’arte diventa uno strumento privilegiato di comunicazione per mandare messaggi diretti e comprensibili a tutti. Un esempio è rappresentato dall’arte pubblica e dalla street art che, oltre a trasmettere informazioni, hanno una risonanza emotiva.
In Italia una capitale di arte urbana è indubbiamente la città di Torino, in cui l’arte pubblica, ormai da decenni, svolge un ruolo attivo sul territorio. Protagonista italiana in temi di grande attualità, come quello della sostenibilità e diffusione della conoscenza, come la lotta al cambiamento climatico3 , la lotta contro le disuguaglianze, i diritti all’istruzione4 , solo per citarne alcuni (Cooper, 2019)5 .
Torino si mostra modello di arte urbana e tutte le opere sono disponibili online gratuitamente e ciò permette la diffusione di conoscenze non solo tra gli abitanti ma anche dal punto di vista attrattivo e turistico. Artisti nazionali e internazionali sono presenti con i loro murales sul territorio, donando bellezza e riflessione: un museo a cielo aperto.
Spostandosi da Nord a Sud, la street art resta uno dei mezzi di comunicazione più diffusi per “parlare” agli abitanti del territorio (Tuttolomondo, Filippi, Mondino, 2017). Un esempio è la città di Catania, che trova nell’arte una via per trasmettere cultura, per parlare alla comunità, salvaguardare l’ambiente e promuovere il turismo. I murales diventano anche uno strumento per non dimenticare. Sulla circonvallazione della città etnea, promosso dall’associazione Addiopizzo, si trova il murale dedicato a Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta, in ricordo della strage di Capaci. Di fronte resta traccia di quello dedicato a Peppino Impastato (ormai cancellato). Lungo il muro del carcere (non a caso di fronte a una scuola media), promosso anch’esso dall’associazione Addiopizzo, si trova il murale di Antonio Barbagallo Per non dimenticare, con le immagini dei grandi eroi che hanno lottato contro la mafia: Paolo Borsellino, Libero Grassi, Giuseppe Fava, Beppe Montana e altri che costituiscono il terreno culturale su cui edificare il futuro dei giovani siciliani. Sempre di Barbagallo è il murale per i 130 anni dell’Istituto San Francesco di Sales6 per celebrare l’opera di don Bosco e della congregazione salesiana.
Altro punto di forza per comunicare bellezza e grandezza sono gli otto silos del porto di Catania7 , realizzati da numerosi artisti internazionali: gli spagnoli Okuda (La bella di Bellini), Rosh333 (Oraculo), Microbo (Il moto perpetuo di Scilla e Cariddi), Bo130 (La storia non scritta di Colapesce), Danilo Bucchi (Minotauro), VladyArt (Barattoli), il duo ucraino Intersni Kazki (Triskelion e La fuga di Ulisse da Polifemo). Dal lato mare anche il grande murale dell’artista Vhils: Uno sguardo sul mare. Attraverso un linguaggio fatto di immagini si racconta la tradizione e il mito e si attiva la memoria collettiva.
Altro esempio in questa direzione sono le Madonie, in Sicilia, dove il passato e la tradizione rischiano di andare perduti. Per trasmetterle e comunicarle alle nuove generazioni si è usato il linguaggio non delle parole ma delle immagini sulle pareti. Si tramanda così la lavorazione dei cesti lavorati o del telaio, l’arte del fiscaletto, realizzato con la canna, una cultura contadina che diventa tesoro di tradizione e diversità. Viene raccontata con le immagini di strada la storia del sarto Di Bella, che, dopo aver realizzato un vestito per il presidente americano Richard Nixon, iniziò a lavorare a New York. E ancora a Polizzi viene raffigurato lo stilista Domenico Dolci, che nel paese di montagna ha rivestito la Madonna con un manto e un corpetto ricamato. Si rievoca lo scrittore Giuseppe Antonio Borgese che fu a contatto con Benedetto Croce e candidato al Nobel per la letteratura. Vengono raffigurati uomini che hanno scritto la storia del territorio: dal contadino con la coppola al poeta contadino che si ribellò ai padroni, al vanniaturi che con il suo tamburo avvisava i concittadini di fare attenzione ai bambini e ai cani durante il passaggio della gara di auto che avveniva all’interno dei paesi8. Non mancano i riferimenti ai prodotti del territorio, dal murale del carciofo a Cerda, a quello della manna di Castelbuono, prodotti tipici delle Madonie, così come ad alcune usanze come le decorazioni pasquali che facevano le suore9.
Attraverso la street art, questo tipo di arte urbana, edifici abbandonati e zone dequalificate possono diventare un museo all’aperto che ogni persona può visitare gratuitamente e dove può riflettere sulle problematiche sociali e culturali che investono il territorio con nuove possibilità di lettura10.
La comunicazione artistica favorisce il turismo e diventa uno strumento per svegliare la coscienza dello stesso cittadino, mostrare la vitalità dell’arte contemporanea e l’importanza della collaborazione tra le istituzioni e gli artisti. Un bellissimo esempio si trova in centro Italia in provincia di Viterbo, dove un piccolo borgo “dimenticato”, Sant’Angelo, attraverso i personaggi delle favole rappresentati sui muri ha iniziato la sua rinascita e oggi è visitato durante tutto l’anno da numerosi turisti.
L’arte, più che estetica, oggi è comunicazione, come mostra il caso di Napoli con il suo Pulcinella. In piazza Municipio, nel cuore della città partenopea, si trova l’installazione Tu si ’na cosa grande dell’artista Gaetano Pesce; alta 12 metri, non passa inosservata per la forma e le dimensioni, suscitando emozioni diverse11 . Il messaggio che arriva dall’osservazione dell’installazione è molteplice, spesso non è apprezzato e contestato da turisti e napoletani in quanto opera pagata con denaro dei cittadini.
Tuttavia ci sono anche casi in cui comunicazione coincide con comunità, come nel caso dell’opera di Antonio Presti che con i suoi progetti trasferisce alle nuove generazioni la consapevolezza dell’importanza dell’arte, della bellezza, della condivisione e del lavoro di squadra per il bene dell’intera comunità (Bertelli, 2019). Il caso di Librino, un quartiere periferico della città di Catania, è un modello esemplare in cui l’arte pubblica comunica messaggi di inclusione e partecipazione, una vera e propria agenzia educativa. Attraverso l’opera La Porta della Bellezza, che per volontà del mecenate è proseguita con La Porta delle Farfalle12 , vi è stato un coinvolgimento di persone, studenti, genitori, architetti, di diverse parti dell’isola ed è apparsa tutta la potenza comunicativa dell’arte.
I canali che possono comunicare sono numerosi, ma il linguaggio dell’arte resta forse il più diretto e immediato e questo è stato chiaro anche durante il periodo della pandemia, in cui attraverso i laboratori artistici i periodi di vuoto sono diventati per giovani e adulti luoghi di comunicazione e socializzazione. «L’arte è esercizio di libertà. Come tale fornisce ottimi esempi di pratiche mediali positive, capaci di stimolare la crescita soggettiva e indurre un rapporto più consapevole con la tecnologia» (Fadda, 2020, p. 20).
L’arte da sempre è stata una via per comprendere il mondo e agire su di esso, come affermava già Ernst Cassirer: «L’arte aggiunge una nuova dimensione alla vita umana; le dona una profondità che nella nostra apprensione ordinaria delle cose non possiamo raggiungere» (Cassirer, 1981, p. 215).
- L’opera d’arte comunica il sentimento rendendolo udibile, visibile, percepibile attraverso un simbolo (Langer, 2013, p.46). ↩︎
- I termini “medium” e “media” sono usati già nel 1900 nella pubblicistica legata al campo dell’elettricità. Merito di Marshall McLuhan è stato aver allargato il campo ad altre forme. ↩︎
- Sul problema dell’ambiente si considerino i murales sulla facciata del Museo A come Ambiente MAcA e del Comando della Polizia Municipale (corso Umbria) a Torino degli street artists Corn 79 e Mrfjiodor; di quest’ultimo è il noto murale della balena vicino a Porta Palazzo sulla salvaguardia del mare (Testino, 2020). ↩︎
- Sulla facciata del Campus universitario “Luigi Einaudi” l’artista Vesod ha realizzato un’opera sul diritto all’istruzione, presentando nello stesso murales l’uomo, l’albero e la biblioteca. I lavori di Vesod con i richiami all’arte rinascimentale e futurista mettono insieme i gusti più diversi di forme artistiche e anche chi non è un vero estimatore di street art non può che restarne colpito sin dal primo sguardo. ↩︎
- Nel quartiere periferico di Barriera di Milano ci sono i 13 murales sulle facciate di edifici dello street artist Millo (Francesco Camillo Giorgino): «grazie al progetto MAUA (il museo diffuso di street art aumentata) attraverso l’app Bepart potrai anche vivere la sua arte», inquadrandola con il cellulare. L’artista ha vinto il bando internazionale d’arte pubblica b-art (Street Art Torino: i murales più belli in città, https://torinosegreta.com/ street-art-torino/). ↩︎
- Murales 130 anni dell’Istituto San Francesco di Sales (https://www.salesianicibali. it/murales-130-anni). ↩︎
- Cfr. Lo scalo di Catania si rinnova, e sceglie la street art. Un’azione pittorica corale site specific per trasformare gli otto silos del porto siciliano in un vero e proprio monumento del XXI secolo (http://stradadicasa.altervista.org/street-art-silos-catania/). ↩︎
- Cfr. il film documentario Put it on the wall. Con l’obiettivo di riscoperta delle bellezze e delle storie del proprio territorio, in diversi paesi dell’entroterra palermitano è stato portato avanti anche un progetto iART Fivas legato al cinema. Numerosi murales raffigurano scene di film legati ai luoghi siciliani: da film come Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore a murales con i volti di Al Pacino o Totò Cascio. Oltre 29 artisti nazionali e internazionali nei mesi di maggio e giugno 2024 in piccoli centri come Corleone, Prizzi, Roccamena, Bisacquino hanno portato avanti un progetto artistico che indubbiamente attirerà nuovi visitatori (La Barbera, 2024) ↩︎
- Arte e cultura per la rigenerazione urbana dei borghi del Parco delle Madonie (https://www.iartmadonie.it). ↩︎
- L’attenzione verso questo nuovo tipo di arte ha portato a interessarsi della sua salvaguardia; poiché le opere molto spesso a causa delle condizioni climatiche e dell’inciviltà delle persone sono soggette all’usura, si è pensato di inserirle all’interno di musei e gallerie, come nel caso dell’East Side Gallery di Berlino, che conserva Il bacio fraterno del 1979 tra i due leader comunisti Erich Honecker e Leonid Breznev, il primo a capo della Germania dell’Est (ddr) e il secondo dell’Unione Sovietica (urss). Altro esempio di preservazione riguarda l’opera di Banksy a Napoli La Madonna con la pistola, chiusa in una teca di vetro per proteggerla da inquinamento e vandalismo. L’opera nasce come denuncia alla contraddizione che regna nella città campana tra criminalità e sentimento religioso. ↩︎
- Il Pulcinella di Gaetano Pesce, parlano i napoletani. La testa sicuramente ce l’ha (https://www.rainews.it/video/2024/10/pucinella-gaetano-pesce-parlano-i-napoletanila-testa-ce-lha-28b1800e-3e13-4920-a614-7652c9d940e0.html). ↩︎
- Come afferma Presti, l’opera raggiunge un valore epico, perché adesso, 15 anni dopo la creazione de La Porta della Bellezza, il muro che raggiunge la lunghezza di due chilometri abbraccia ben quattro generazioni. «È un’opera storica che è frutto dell’impegno civile della mia vita e di intere generazioni di Librino. Infatti le mamme di allora, che hanno partecipato alla realizzazione della Porta della Bellezza, sono diventate nonne. Questo è il senso più importante di quest’opera: in nessun altro luogo come a Librino si è raggiunto un valore epico di condivisione da parte di quattro generazioni nell’arco di 15 anni e sempre con la stessa coerenza e innocenza» (Barbetta, 2022). ↩︎
Bibliografia
- Barbetta C. (2022), Qui a Librino i bambini sono figli della bellezza (http:// www.vita.it/it/interview/2022/09/29/qui-a-librino-i-bambini-sono-figlidella-bellezza/588/).
- Bertelli C. (2019), Librino siamo noi. Arte corale e creatività nella periferia di Catania, Fiumara d’arte, s.l.
- Cassirer e. (1981), Simbolo, mito e cultura, a cura di P. Verene, Laterza, RomaBari.
- Cooper m. (2019), TOward 2030. L’arte urbana per lo sviluppo sostenibile, Feltrinelli, Milano.
- Fadda S. (2020), Media e arte. Dalle caverne dipinte agli ologrammi cantanti, FrancoAngeli, Milano.
- La barbera M. (2024), “iArt Fivas”, da Bisacquino a Roccamena: la street art rinnova 8 comuni nel palermitano (https://www.besicilymag.it/2024/07/ arte-e-cultura/iart-fivas-da-bisacquino-a-roccamena-la-street-art-rinnova8-comuni-nel-palermitano/).
- Langer S. K. (2013), Problemi dell’arte, a cura di G. Matteucci, Aesthetica, Palermo.
- Testino A. (2020), Street Art chiama ambiente. I due nuovi interventi di Corn79 e Mrfijodor a Torino (https://www.artribune.com/arti-visive/street-urbanart/2020/12/corn79-mrfijodor-torino-murales/).
- Tuttolomondo L., Filippi M., Mondino M. (2017), Street art in Sicilia, Guida ai luoghi e alle opere, Editore Flaccovio Dario, Palermo.